DI TATAMI 畳 & “IL PROFUMO DEL TATAMI”

Parlando con una cara conoscenza, fatta grazie a questo pazzo mondo digitale, mi sono accorta di avervi raccontato ben poco sul tatami. Anzi nulla, dovrei dire. Per ciò eccomi quí. Questo post in effetti è un MUST, visto ch’è legato proprio a ciò che ha ispirato il nome del blog. Avrei dovuto scriverlo già da un pezzo questo articolo, ma con la sbadataggine di chi guarda ogni giorno la stessa cosa, non ho mai pensato che sicuramente lì fuori non tutti sanno cosa sia.

Perché proprio “Il profumo del tatami”?

Perché cercavo un titolo insolito, che rimandasse in qualche modo al Giappone tradizionale, senza essere banale o scontato. Nulla di collegato al sushi, agli anime o ai manga insomma. Perciò, se vi aspettate un blog improntato su questi temi, mi spiace deludervi, ma siete nel posto sbagliato.

Ma allora, cos’è il tatami?

È il pavimento tipico delle case tradizionali giapponesi. Immagino che a qualcuno, o forse a molti, parrà un’associazione strana quella di un “profumo”, comunque di un odore, legato a un pavimento. Beh… Come non capirvi. Se non lo avessi sentito io stessa, resterei perplessa anch’io. Allo stesso modo, sicuramente, ci sarà chi quest’odore l’ha avvertito, ma non n’è rimasto attratto. Non è affatto facile descriverlo, perché il nostro olfatto occidentale non è abituato a nulla del genere. Quando si entra in una casa tradizionale quì, si avverte subito, tant’è inebriante. Appena varcata la porta d’ingresso. Ulteriormente potente è la vampata che investe i sensi, se magari è stato cambiato da poco. Credo si possa paragonare a un’insieme di odori, quello della legna appena tagliata, d’erba fresca e di paglia.

Cos’ha di tanto speciale?

Innanzitutto è visivamente del tutto diverso da ciò a cui siamo avvezzi. Tale differenza non è solo ad occhio, ma anche di materiale. Il tatami è formato da pannelli rettangolari di legno, foderati con paglia di riso intrecciata. Il colore quindi è sempre giallo-ocra, con il bordo in tessuto, solitamente verde, ma è possibile trovarlo anche nero.
Prima di essere utilizzata, la paglia viene fatta seccare per un anno e poi cotta a temperature altissime, così da sterilizzarla completamente. Ciò almeno per quel che concerne i tatami di vera origine giapponese.
Una volta posato si possono identificare una serie di schemi. Nell’immagine di seguito 3 tipologie. La prima è quella normalmente utilizzata nelle stanze adibite alla cerimonia del tea. In questo caso però, viene praticato un foro quadrato in un angolo di uno dei pannelli, dove posare poi il braciere.

Quali sono le sue qualità?

É ecologico. Il modo, e il materiale di cui è fatto, lo rendono adatto alle varie stagioni, in quanto isolante. Attutisce i colpi e assorbe umidità.

Quando ha fatto la sua prima comparsa?

Il tatami ha origini antiche. Le prime apparizioni, seppur in forma differente, sono da collocarsi tra il periodo Nara (710-784) e l’epoca Heian (794-1185). Inizialmente però, era una semplice stuoia, utilizzata esclusivamente dall’imperatore. Pian piano, nella seconda metà dell’era Heian, iniziò a diffondersi tra i ceti abbienti per ricevere ospiti importanti. Passò parecchio tempo prima che assunse le forme e l’uso attuale, nonché prima che riuscì ad entrare nelle abitazioni della gente comune. Dobbiamo arrivare infatti, all’incirca alla fine del periodo Meiji (1868-1912). Questo perché, in tutti quegli anni, la tecnica di lavorazione – produzione del tatami restò segreta.

Curiosità&Co

Nel Sol Levante tantissimi sono gli oggetti in commercio prodotti con gli stessi materiali del tatami. Ad esempio si possono trovare ciabatte, astucci, porta monete ecc.

Su di esso si cammina rigorosamente scalzi o con le calze, null’altro.
Non va assolutamente bagnato, per la sua pulizia è sconsigliato l’uso di prodotti vari, ma adatto è l’aspirapolvere e un panno, al massimo appena umido.

Nella sua posa è importante fare attenzione a non disporlo a croce, tanto meno creando angoli con 3 o più punte. Questo perché è considerato di malaugurio.

I pannelli di tatami sono utilizzati anche come unità di misura nelle case. Infatti mentre noi parliamo di mq, in Giappone, si usa dire ad esempio “una stanza da 5 tatami” per indicarne la grandezza. Ciò perché, un modulo è grande più o meno quanto una persona sdraiata. In ogni caso va detto che ormai, è presso ché improbabile trovare ancora abitazioni con tutta il suolo di questo tipo.

stanza tradizionale giapponese

Precisazione dovuta, inoltre, è che: non è un semplice pavimento. Nelle stanze tradizionali, dette “washitsu” 和室, dov’è normalmente presente, scorre una buona parte della quotidianità. Infatti, con l’utilizzo dei futon stesi sopra, viene impiegato per dormire, o ancora per sedersi ai tavoli tipici bassi sorseggiando tea matcha, o qualsiasi altra bevanda, piuttosto che guardare la tv. E perché no? Magari con le gambe distese al caldo sotto il kotatsu.

Vi state chiedendo cos’è il kotatsu ora? Venite a scoprirlo in questo vecchio post.

Un grazie speciale a Consolata del blog Unicamente che v’invito a scoprire.

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One Thought to “DI TATAMI 畳 & “IL PROFUMO DEL TATAMI””

  1. Magnifico….le tradizioni giapponesi, e piu’ in generale quelle asiatiche le adoro!
    Ti ringrazio ancora per aver nominato il mio blog , questo e’ il post https://latanadellecoidea.blogspot.ch/2017/10/blogger-recognition-award.html
    _/\_

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