TOKYO DISTA SOLO UN PAIO DI VALIGIE

Settimane frenetiche e nuove valigie da riempire mi attendono. Tokyo, questa volta sarai tu il mio cambiamento.

In questi giorni sono un misto di emozioni, con l’animo felice ed impaziente, come quello di un bimbo davanti a un giocattolo nuovo. Allo stesso tempo però, un po’ in ansia per ciò che mi aspetta. Mi preparo ancora una volta a chiudere tutta la mia, la nostra vita, in un paio di valigie e qualche scatolone.

Sapevo già che, prima o poi, questo momento sarebbe arrivato, ma non credevo tanto presto. Non avrei mai creduto anni fa, che una valigia e un passaporto sarebbero diventati miei stretti alleati. Non avrei mai pensato di riuscire davvero ad arrivare fin quí. Non avrei mai creduto di girare tanti aeroporti, tante stazioni, non come turista, ma per iniziare ogni volta, un nuovo capitolo della mia storia.

Anche se in fondo, è proprio così che ho sempre immaginato la mia vita. Costantemente pronta a salire su un aereo, un treno e andare via. Perché in realtà, sento di appartenere a tutti i luoghi e a nessuno. Perché là fuori, c’è tutto un mondo da scoprire e io, quest’opportunitá, non la voglio perdere. Perché “casa” per me non ha confini. Sarebbe come chiedere ad un leone di accontentarsi di un piccolo bilocale, anziché della savana.

Così eccomi ancora una volta qui, circondata dai vestiti sparsi sul tatami, valigie e scatoloni aperti in ogni angolo.

Dio solo sa quante volte mi perderò fra quelle strade… Quanto tempo mi servirà per imparare ad orientarmi in quella megalopoli, che pulsa di vita ad ogni angolo e ad ogni ora. Piena di luci in ogni dove, di palazzoni, grattacieli ammassati e gente che va sempre di fretta. Perché ansia? Perché sarò solo un puntino microscopico in uno spazio immenso.

Però in fondo, è proprio questo che amo di Tokyo. Il suo essere così frenetica, talmente vasta e diversa al tempo stesso, il suo non dormire mai, il suo offrire tutto e più di tutto, la sua aria cosmopolita. Perché il traffico, la gente, il caos all’ora di punta, la frenesia delle grandi città sono da sempre il mio ossigeno. Ciò che serve alla mia anima per restare viva. È per ciò, che non posso che riempire ancora queste valigie con la gioia di chi va alla scoperta del mondo.

Cercherò in tutti i modi di trasmettere questo mio stato d’animo, una piccola parte del mio modo di vedere ai miei figli. Perché possano trovare ricchezza anche in queste cose. Perché facciano tesoro di tutte le culture e lingue che incroceranno sulla loro strada. Perché possano imparare a vedere, in questa vita girovaga e piena di cambiamenti, non solo i lati negativi, ma anche le mille opportunità che il mondo ha da offrire.

Certo, gli aspetti poco piacevoli esistono lo stesso. Anche nel mio bicchiere mezzo pieno. Anch’io a volte, incontro giornate cupe. Quelle che basta un soffio di vento a spazzare via tutte le certezze e il sorriso dalle labbra. Nonostante questo, è importante ricordare che l’esistenza che conduciamo, non deve avere i paraocchi. Essa non si limita a quel piccolo giardinetto che ci circonda ogni giorno. Perché ognuno di noi è, e sarà sempre, parte integrante dell’universo.

Così a breve, nell’arco di un mesetto, inizierà questa nuova avventura. La mia mente è già un brulicare d’idee, piena di pensieri e progetti. Per un po’ vorrei tanto godermi Tokyo in lungo e in largo, da semplice viaggiatrice. Andare alla scoperta dei suoi angoli più segreti, quelli che ancora non conosco.

Certamente poi, mi farò una grande cultura delle innumerevoli possibilità che questa città offre ai bimbi. Già so, che tappa certa ed obbligata saranno il museo di Doraemon e lo studio Ghibli. Richieste di Chris, avanzate durante un pomeriggio passato a guardare foto. Però in fondo, concedetemi di dire che non ne sono affatto dispiaciuta!

Tokyo sky tree

Negli ultimi anni la mia vita ha subito diverse fasi. Questi continui stravolgimenti, perché forse è questo il termine più adatto, mi stanno facendo riconsiderare tanti aspetti. Inizio a credere che forse, non tornerei più ad occuparmi di ciò che facevo prima. Eppure amavo il mio lavoro, tanto. A volte la parte più organizzativa di me fa ancora capolino, con una certa metodologia oserei dire quasi lavorativa. Però, probabilmente, ho bisogno di qualcosa di più creativo di una centrale termica o un pannello fotovoltaico. Altrimenti sai che noia tutta la vita?

È proprio vero ciò che si dice, espatriare lascia il segno. Non si potrà più essere la stessa persona di un tempo. Perché anche se da fuori non si vede, l’espatrio apre la mente e il cuore.

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4 Thoughts to “TOKYO DISTA SOLO UN PAIO DI VALIGIE”

  1. serena

    grandi verita’ quelle che hai scritto te lo dico sempre 2 anni fa chi l’avrebbe detto eppure…. vedrai che ti troverai bene ovunque andrai e i tuoi figli saranno come te.

    1. Ilprofumodeltatami

      Grazie Sere, un abbraccio

  2. Mariarosaria

    Vero sei una donna straordinaria…il tempo ti ha dato grandi sorprese e grosse soddisfazioni.. A me l’articolo é piaciuto tantissimo e in alcune parole mo sono ritrovata tantissimo…tvb 😗

    1. Ilprofumodeltatami

      Troppo buona! Grazie

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