Fukushima e l’ orto dei sogni

Oggi cade l’anniversario di quella ch’è stata la più grande catastrofe del Giappone. Fukushima.

Sono passati 7 anni da quel terribile 11 marzo in cui, la fine del mondo sembrava essere arrivata da queste parti. Un terremoto di magnitudo 8.9, il più potente mai verificatosi nel Sol Levante, nonchè il 4° più forte sulla terra, colpì il paese.

Purtroppo però, come tutti sappiamo non finì lí. Tutta una serie di eventi si sono susseguiti. Lo tsunami, insieme alla forza del sisma, alle esplosioni avvenute a Fukushima e il disastro nucleare, ha spazzato via letteralmente kilometri e kilometri di città. Intere aree improvvisamente cancellate, distrutte, dilaniate e insieme ad esse altrettante vite e molte di più.

Abitavo ancora in Italia allora. Ricordo che leggevo costantemente notizie sulla situazione, cercavo di capire. Ricordo le immagini alla tv, di questa gente a cui, ormai, non era rimasto più nulla. Inutile dire che innumerevoli furono i morti e gli sfollati. Diversi paesi vennero immediatamente evacuati e rimasero disabitati per anni, alcuni lo sono ancora.

Oggi sono qui – e mai lo avrei pensato – in questo paese che, anche dopo Fukushima, continua a condurre una vita normale lo stesso. Sì, perché quella, vuoi o non vuoi, scorre ugualmente, anche davanti a tanto dolore. Ciò nonostante, dire che in quelle zone tutto sia tornato come prima sarebbe una bugia. Sette anni dopo, il governo sta provvedendo a far rientrare i cittadini nelle loro case, là dove le analisi sul livello delle radiazioni sembrerebbero consentirlo. Malgrado questo però, bisogna dire che molti non si fidano e non vogliono tornare. Tanti altri, invece, hanno fatto ritorno e stanno cercando di buttarsi il passato alle spalle, riprendendo in mano la loro vita e le loro attività, anche produttive. Però c’è ancora chi non acquista prodotti provenienti da quelle aree. Sicuramente quanto è accaduto è e sarà difficile da cancellare.

In seguito a questa catastrofe, è nata l’associazione non profit L’ Orto dei sogni, presente anche su facebook. Il suo scopo è aiutare i bambini delle aree maggiormente colpite nella prefettura di Fukushima. Tale progetto, con la partecipazione del Comune di Milano, prevede un soggiorno di un mese in Italia, durante l’estate. Forse può sembrare un periodo breve, ma le cicatrici, fisiche e psicologiche, che lascia un’esperienza come quella vissuta da questi bimbi, non sono senz’altro facili da curare. Indubbiamente essere immersi in un contesto differente, anche se per poco, può aiutare. Inoltre, grazie al coinvolgimento di alcune strutture ospedaliere, durante la permanenza, i partecipanti vengono sottoposti anche a dei controlli medici. Forse qualcuno ricorderà che un programma del genere era stato fatto anche a seguito di Chernobyl. Se fra di voi ci fosse qualche interessato, quest’anno, come i precedenti, l’orto dei sogni accoglierà i piccoli giapponesi e si può prestare il proprio aiuto anche come volontari. Sarebbe bello se più persone conoscessero quest’iniziativa, per ciò, vi andrebbe di aiutarmi a diffonderla?

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