Giappone e giapponesi

Ho sempre voluto vivere all’estero, ma anni fa non avrei mai pensato di approdare tanto lontano.. Sì, perché il Giappone e i giapponesi sono davvero agli antipodi della cultura occidentale. In tutto e per tutto,  spesso ben oltre ciò cui siamo abituati a pensare. È un paese che sa affascinare, ma non solo.. sa anche farsi odiare.. Negli anni ho notato che di solito, la gente che ha avuto, o ci ha a che fare, e lo conosce al di là di quella ch’è la facciata,  o lo ama, a volte anche profondamente, o lo odia… totalmente..

In Occidente arriva poco del vero Giappone, o forse, è più corretto dire che sono di più coloro che ne conoscono solo l’apparenza… spesso legata ai manga, agli anime, fino ad arrivare a chi non lo conosce affatto e lo identifica con la Cina. “Sono uguali” spesso si sente dire.. Affermazione totalmente errata, tanto più che tra i due popoli non scorre esattamente un amore idilliaco.  Sono entrambe culture millenarie, ma profondamente differenti.

Quella giapponese è una società che viaggia un po’ a cavallo di due epoche, continuamente aggrappata alle proprie tradizioni ed ideologie, e allo stesso tempo profondamente moderna. Qui si può ancora incrociare una geisha per le strade di Kyoto, dopo entrare in un supermercato per prendere l’acqua al gusto di yogurt, pesca, alohe ecc, entrare nel bagno di un centro commerciale e trovare il wc riscaldato con tanto di bidet incorporato, piuttosto che salette apposite -diffuse ovunque- dedicate a noi mamme per poter allattare i nostri bimbi, in alcuni casi con dispenser dell’acqua a disposizione per i biberon. Qui è cosa comune, non utilizzare il bancomat o le carte per pagare, ma preferire i contanti, bere raramente acqua e preferirvi il tea, in ogni sua versione giapponese. Camminare per strada ed incrociare una signora in kimono che sta andando alla stazione, o perché no, sul bus, poi girarsi dall’altra parte e vedere giovani con i vestiti più moderni, alcune volte appariscenti, business man in giacca e cravatta, l’anziana dai capelli viola, moltii ragazzi (inteso proprio di sesso maschile) con i capelli tinti.. I lavori stradali segnalati non con semplici cartelli, bensì da cartelli a forma di anatroccolo o altre cose più disparate, trovare agli incroci delle strade il cartelloni di doraemon ad altezza bimbo, che avverte di stare attenti perchè è pericoloso (passaggio di auto), oppure che c’è una scuola con dei bambini nei paraggi..

Si tratta di una società di gruppo, dov’è il pensiero collettivo a farla da padrone, ed entrare “nel gruppo” non è semplice, soprattutto quando si è stranieri, o gaijin 外人, come dicono da queste parti.

È un popolo per cui è molto importante il rispetto delle regole, delle gerarchie ecc. A questo si lavora fin da piccoli durante i primissimi anni di scuola, dove i bambini imparano a fare l’inchino perfetto, simbolo di saluto, ringraziamento e riverenza. In Giappone più la persona che si ha davanti è importante, più sarà profondo il nostro inchino. Questo traspare in diversi aspetti, non solo della vita quotidiana, ma anche nella lingua, che assume differenti registri linguistici a secondo dell’interlocutore che si ha di fronte.

Credo che vivere qui non sia per tutti. Bisogna essere molto molto elastici, per adattarsi a tutte le convenzioni sociali su cui si basa la società giapponese, che non da mai risposte certe, ma sempre vaghe… Perché qui non bisogna mai essere troppo diretti, piuttosto girarci intorno…

C’è sempre disponibilità quando si ferma qualcuno per avere informazioni, o aiuto, anche più di quella che ci si aspetterebbe. Siete in grado di dire qualche parola in giapponese? Beh allora non appena aprirete bocca verrete ricoperti di complimenti, mentre fra voi magari, penserete che altro non sapete… Restano sempre un po’ sorpresi, e affascinati, di sentire qualcuno parlare la loro lingua, se poi vengono fuori le origini italiane s’incontra sempre chi decanta la bellezza dell’Italia e la bontà della nostra cucina.

Credo che per tentare di capire questo popolo, bisogna dimenticarsi le nostre abitudini o modi di vedere occidentali, per potersi sedere un po’ di lato, in disparte, e con gli occhi di chi ha sete di sapere, restare lì, fermi ad osservare.

Se ti è piaciuto questo post potresti trovare qualche altra curiosità in Prime impressioni giapponesi

Related posts

One Thought to “Giappone e giapponesi”

  1. Ciao Veronica,
    ho letto vari tuoi post e oltre al tuo raccontare la tua nuova vita in terra d’oriente mi è sembrato di percepire una sorta di tristezza e nostalgia della tua terra d’origine. Sbaglio?
    Il motivo della mia intrusione è la ricerca di una persona che abbia voglia di attivarsi per formare un gruppo (o più) di viaggiatori e visitatori della Nostra Italia.
    Sono proprietario di un agriturismo con 20/22 posti letto e sarei felice, anche per le mie finanze, di ospitare stranieri d’oriente, con i quali non ho mai avuto contatti. Tu potresti anche accompagnarli ed essere mia gradita ospite (non pagante ovviamente).
    Se sei anche minimamente interessata inviami un tuo riscontro al mio indirizzo e_mail xchè con facebook non ho molta confidenza.
    Ti saluto cordialmente
    Enrico
    http://www.borgoantico.eu

Lasciami un commento! Ti è piaciuto questo articolo?