La valigia dell’expat: destinazione Giappone

Chi come me vive all’estero sa perfettamente che la valigia dell’expat in un certo senso, non è mai completa. Perchè c’è sempre quella cosa che avrei portato “se avessi saputo che”! Così insieme ad altre amiche blogger del gruppo Facebook “Progetto blog”, che come la sottoscritta hanno abbandonato il Bel Paese, abbiamo pensato di raccontarvi, con un pizzico d’ironia, “gli indispensabili” per “la valigia dell’expat”. Oppure perché no? Ciò che magari tanto essenziale non è, a cui forse non date molto peso, ma che una volta fuori cercherete più o meno disperatamente. Pronti a fare un bel giro virtuale tra Giappone, Francia, Cina, UK e USA? Mettetevi comodi in poltrona e se siete prossimi di trasloco non scordate carta e penna! Anzi, mettetevi già seduti accanto alla valigia!

Come alcuni di voi sapranno, prima di approdare nel Sol Levante vivevo a Parigi. Quindi ciò che vi racconterò è frutto di quella ch’è stata la mia esperienza personale fino ad oggi. Durante la mia vita parigina non ho avuto grosse mancanze, sicuramente complice il fatto  di essere ancora in Europa. Ad esser sinceri, non ne ho molte nemmeno qui, perché il Giappone offre tutto e più di tutto, anche le cose più strane.

Voglio dirvi subito che, nella valigia di un expat italiano che si rispetti, solitamente c’è una cosa che non manca mai. L’ intramontabile MOKA. Ah sì! Sulla caffettiera non si discute, di solito non si perde nemmeno tempo a chiedersi “ma chissà.. forse la troverò anche lì” o cos’altro, quella va diretta negli scatoloni del trasloco, possibilmente insieme a qualche pacco di buon caffè. 

caffettiera

Poi vuoi mettere portarti la Mulino Bianco??! Eh sì, che ce ne facciamo noi di un paio di pacchi… tutta la società, anzi che dico mai, tutto il reparto produttivo, a noi gli uffici non ci servono. Perché, che ve lo dico a fare…. la nostra vasta scelta di biscotti per la colazione non c’è in Francia e figuriamoci mai se la possiamo trovare in Asia. Infatti qui si beve già il miso alle 7 del mattino, con una bella ciotolina di riso bianco, accompagnata magari da una fetta di salmone! Così giusto per iniziare la giornata in leggerezza.

Ora però, veniamo alle cose ben più importanti. Come si fa senza un deodorante decente? Oserei dire che non si fa, o meglio, si fa, certo che si fa! Puzzolenti e pezzati però, mi pare ovvio. Insomma la cosa inizia a farsi critica, soprattutto se vivete nel Sol Levante. Cioè, avete idea dell’estate giapponese? Terribile, questa parola riassume tutto. Sicuramente, se cercate sul dizionario trovate “terribile –> estate giapponese”. Se non lo riporta senz’altro è vecchio, buttatelo ch’è ora di cambiarlo. Torniamo però alle cose serie, cioè al nostro deodorante. Se vi state trasferendo in terra nipponica portatevi 5, 6, 7, 10.. stick, spray, quello che vi pare, ma buttateli in valigia. Certo, sì che li vendono pure qua, 4 tipologie in croce, che però, per noi occidentali non servono a nulla. Non vi parlo solo per mia esperienza, ma perchè ho potuto constatare, parlando con altri connazionali, che, probabilmente a causa di un PH diverso o che ne so io, i deo locali su di noi sono praticamente inutili. Dovete sapere che, non si sa per quale strana ragione, i giapponesi, pur con 45° all’ombra tipici di questo periodo – non scherzo, ieri avevamo 40° – un umidità del 100%, le collant, i guanti, la giacca a maniche lunghe, la camicia a maniche lunghe, il cappello ecc  il tutto in piena estate ovviamente, li vedrete sempre perfetti. Mai l’ascella pezzata, che se invece giri a Milano in questo periodo la chiazza è in pendant con la cittadinanza, mai un capello fuori posto, il trucco sempre perfettissimo, mai una sbavatura e soprattutto… non puzzano mai di sudore. E io mi chiedo.. com’è possibile tutto ciò, visto che in estate hanno, solitamente, ogni millimetro di pelle coperto e qui tra un po’ si scioglie pure l’asfalto, tanto fa caldo?? Non lo so.. se qualcuno conosce la risposta mi faccia sapere. Non vi sto a spiegare con questo clima meraviglioso, e soprattutto fresco, come sono messa io quando esco… dopo dieci minuti sono già sconvolta, coi capelli per aria, che sembro fuori da 10 ore. Tutto ciò per dirvi non scordatevi il deodorante dall’ Italia, mi raccomando, potreste pentirvene.

Non parliamo poi dei fazzoletti. Quelli giapponesi li trovate sempre sotto la voce “terribile” sul dizionario, accanto alla definizione “estate giapponese”. Se non fate parte della categoria “soffiamoci il naso con le dita e con allegria”, mettete anche questi in valigia. Dovete sapere infatti, che quelli giapponesi, che vi regalano anche in abbondanza ad ogni angolo di strada, sono fatti di n. 1 solo velo sottilissimo, che come lo appoggi al naso, si è già rotto il fazzoletto. Provare per credere.

frecce distanze – Photo by Deanna Ritchie on Unsplash

Passiamo ora al discorso medicine, che qui se t’ ammali sono cavoli amari. Sarebbe meglio portarsi almeno quelle base, aspirine, tachipirine, antidolorifici e anticagotto. Ovvio che qui li hanno, certo, ma da quel che ho constatato, almeno per i primi due medicinali, sono più leggeri, ma soprattutto… Non vi aspettate di andare in farmacia e ricevere la scatola. Quanti giorni di terapia avete, 5? Benissimo, 5 pastiglie. Cinque giorni dopo siete ancora sulla tazza del water? A parte che siete sfigati, concedetemelo, dovrete tornare dal medico che vi prescriverà altre 5 pastiglie. Esattamente, avete capito bene. Qui danno i medicinali contati per i giorni di cura. Se poi avete dei figli come i miei, che ogni volta fanno a gara per farsi venire le crisi isteriche, il vomito o cos’altro appena cercate di dargli qualche sciroppo o pillola, con la conseguenza che la metà finisce nella spazzatura, mettetevi l’anima in pace e rassegnatevi. Non sia mai che ve ne danno una di troppo!

Sempre in merito al discorso prole, se i vostri bimbi sono piccoli non scordatevi la soluzione fisiologica per pulire il nasino. In Giappone non esiste. Se siete fortunati, il medico ha una macchina aspira tutto, che se non state attenti aspira anche voi, quindi in fase di visita potrà pensarci lui. Però le altre 23455667 volte che dovreste farlo durante il giorno o in quelli successivi che si fa? Tornate dal medico? Un po’ una rottura ehh, diciamolo!

Beh, dal Giappone senza finocchi&bresaola – dei primi ne vorrei una piantagione, grazie! Qua non sanno nemmeno cosa siano, la seconda invece 45 Kg mi bastano – è tutto. Ora andiamo a scoprire se qualcuna delle nostre amiche porterebbe il bidet in:

Cina col blog di Lucia, LuCina Lost in China

USA col blog di Isabella, Mama Made in Italy

Scozia e Cina col blog di Veronica, Travel Misadventures

Cina col blog di Antonella, Cucinanto

UK col blog di Francesca, Mum what else

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3 Thoughts to “La valigia dell’expat: destinazione Giappone”

  1. Vedo ache abbiamo molte cose in comune 🙂 a partire dal bidet e le medicine. La cosa più curiosa direi il deodorante ahahaha in effetti posso immaginare con quel tasso di umidità!!

  2. Anche io mi sono sempre chiesta come facciano i giapponesi ad essere sempre in giacca e cravatta con i capelli perfetti e con neanche una gocciolina di sudore quando io appena uscivo di casa sembrava non mi lavassi da 10 giorni ahahaha
    Anche in Cina non si trovavano i deodoranti (o se c’erano costavano tantissimissimo), ma loro non hanno proprio lo stesso dono dei giapponesi 😉

    1. hahaha 🙂 anche qui comunque non sono affatto economici e pensa che girano appunto coperti da capo a piedi continuando a dire – con tono concitato – che fa caldo, poi li guardi e paiono freschi come delle rose

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