Trasferirsi in Giappone: cose da sapere

Una delle domande che mi viene fatta spesso è “Com’è vivere in Giappone?”. A volte è semplicemente qualcuno curioso di sapere, altre qualcuno che vorrebbe cambiare vita, magari appassionato del Sol Levante. Quindi ho pensato ad una lista di cose utili per chi è in procinto di trasferirsi, o semplicemente vorrebbe. Si tratta più che altro di un mix d’informazioni. Alcune potrebbero essere preziose per organizzarvi, altre, semplicemente a prepararvi mentalmente per quest’avventura.

Partiamo dalle basi. Ricordatevi che non si parla d’Europa, per ciò è necessario un visto e quí le cose si complicano.

Ottenere un VISA per il Giappone infatti, non è proprio easy. È necessario che qualcuno vi faccia da sponsor. Se venite per lavoro dovrebbe farsene carico la società che vi assume, cosa però non sempre facile. Infatti spesso, le aziende giapponesi prediligono qualcuno già in loco e già in possesso di un visto.
Se facciamo un passo indietro poi, devo dirvi che nemmeno trovare un lavoro, qua, è sempre facile. Certo, sicuramente non impossibile, ma va detto che non esistono visti per qualunque impiego. Ciò significa che, in linea generale, non si può venire a fare impiegato generico, receptionist, segretarie, baby sitter, domestiche ecc, proprio perché per queste figure non c’è alcun visa. Fanno eccezione coloro che hanno un visto familiare. la via scelta da molti è quella del visto per studio. Si tratta quindi di scegliere una scuola dove imparare, o perfezionare, il vostro giapponese. Sicuramente non si tratta di una soluzione economicissima, visti i costi delle scuole appunto. Una volta in loco poi, potrebbero aprirsi situazioni a cui nemmeno avevate pensato.

Solitamente i requisiti necessari per trovare un lavoro sono la lingua e una laurea, in assenza della quale sono necessari parecchi anni di esperienza.

Qui con l’inglese si fa poco e niente. Rischiate di aver problemi anche nel fare la spesa. Spesso possono considerarsi “esentati” – lavorativamente parlando e se così vogliamo dire- dalla necessità d’imparare il giapponese , coloro che rientrano fra le qualifiche con “high skills”, per dettagli al riguardo verificate con consolato o ambasciata.
Inoltre, a proposito di competenze, il vostro curriculum dev’essere davvero un fantastico biglietto da visita. Questo perché, per ottenere il posto, dovrete risultare tanto accattivanti da saper fare qualcosa che un giapponese non sarebbe in grado di fare.
Ora però, passiamo alle cose più “pratiche”. 

  • Affitti: oltre ai soliti costi di deposito, mensilità anticipata ecc vi toccherà sborsare pure – udite udite!! – quello che potremmo definire “il regalo” al padrone di casa. Ehh siiii!! Non vorrete mica essere così tirchi da non voler sganciare un bel gruzzoletto a colui, o colei, che vi farà quest’immensa cortesia di concedervi il lusso di abitare in casa sua, no??! Aahh.. Qualora non fosse chiaro, oltre a non essere uno scherzo, la somma è stabilita dal proprietario e non la rivedrete mai più!!! E mi pare ovvio, no?! Mica si restituiscono i regali!? Sì sì… Avete capito benissimo, c’è scritto proprio quello che avete letto. Rassegnatevi!
  • Assistenza sanitaria: per avere l’assistenza medica è necessaria un’assicurazione. Normalmente viene pagata dal datore di lavoro, poi quando si va dal medico si paga un piccola parte della visita di tasca propria.
  • Patente italiana: non è valida qua in Giappone, per ciò dovrete seguire tutta la prassi necessaria per la conversione. Informatevi bene e ricordate che qua la guida è al contrario.
  • Biciclette: se doveste decidere di portarvi la bicicletta, o comunque acquistarne una in loco, tenete conto che quí vengono registrate ed hanno una targa. Mio marito a Tokyo ha registrato la sua presso un home center, chissà che non ne troviate uno che lo faccia vicino a voi?
  • Abbigliamento: qui mi rivolgo alle donne dalla taglia 44 in poi e con numero di scarpe dal 39. Se state pensando di portare lo stretto necessario, tanto poi ricomprerete sul posto, sappiate che rischiate di fare un grosso errore. Forse faticherete a crederci, o vi sembrerà una cosa marziana, ma qua la taglia più grande che normalmente si riesce a trovare è la tg. 44… e nemmeno ovunque!!!!! Stessa cosa vale per le scarpe. Io ho un 40, ogni volta trovarle è un’odissea interminabile. Situazione analoga anche per l’intimo. Certo, non è che gli uomini possano dirsi totalmente esenti da questa situazione, dato che i locali non sono certo spilungoni o palestrati generalmente. Insomma, fatevi bene i vostri conti. Anche perché considerate che la loro S – M – L, piuttosto che 40-42 ecc, sono generalmente, comunque, più piccole delle nostre.
    Forse vi starete chiedendo come mai di tutto ciò. La risposta è semplice, fisicamente fra noi e i giapponesi c’è un abisso. In altezza e soprattutto in larghezza. Concedetemelo. Ovvio, poi anche qui esistono le eccezioni, ma non ho ancora capito – e non sono l’unica a domadarselo, giuro- dove facciano shopping. Fortunatamente rientro ancora nei limiti massimi che sono in grado di concepire da queste parti, perché vi garantisco che se già con una 44 si fa seriamente fatica a trovare, oltre è davvero cosa ardua. Anche se siete alla ricerca di semplici collant. Insomma credo che quest’ultima frase renda perfettamente la situazione.
  • Prese elettriche: sono diverse da quelle italiane, per ciò avrete bisogno di alcuni adattatori. Nella foto sotto un esempio 

Ovviamente queste sono solo alcune delle cose che possono essere utili in caso di trasferimento. Vi potrebbe interessare anche il vecchio post Di stranezze e cultural shock per prepararvi mentalmente.

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One Thought to “Trasferirsi in Giappone: cose da sapere”

  1. serena

    sara’ ma io verrei lo stesso anche adesso!!!!!

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